La statua dell'Addolorata sulla vara decorata di rose e candele, pronta per la processione del Venerdì Santo a Palermo
Vara dell'Addolorata di Sant'Isidoro Agricola, Venerdì Santo a Palermo — foto: Effems · CC0 · Wikimedia Commons

Chi sceglie la Sicilia occidentale in primavera spesso lo fa per il clima mite e la campagna ancora verde. Se il soggiorno a Villagrazia di Carini coincide con la Settimana Santa, però, c'è un motivo in più: in questi giorni Palermo e i paesi della provincia vivono riti antichi, che mescolano devozione, musica e tradizioni di quartiere. La data della Pasqua cambia ogni anno, quindi conviene controllare il calendario prima di prenotare.

Il Venerdì Santo a Palermo

Il giorno più intenso è il Venerdì Santo. Nei quartieri del centro storico e delle periferie si svolgono numerose processioni, oltre trenta secondo le ricostruzioni più complete, organizzate dalle confraternite, associazioni religiose laiche spesso nate secoli fa attorno a una chiesa o a un mestiere.

Lo schema è simile in molte processioni: il simulacro del Cristo Morto seguito da quello della Madonna Addolorata, vestita a lutto e spesso raffigurata con il cuore trafitto dalle spade. Le statue avanzano su vare, grandi basi decorate con fiori e candele, portate a spalla dai confrati. Il passo lento e ondeggiante dei portatori, chiamato annacata, è uno dei momenti più emozionanti. Accompagnano il corteo bande musicali con marce funebri e, in alcune processioni, figuranti vestiti da soldati romani.

Alcune confraternite storiche

Tra le processioni più note del centro storico ci sono quelle legate a confraternite di lunga tradizione:

  • la Confraternita dell'Addolorata della Soledad, tra le più antiche della città, fondata alla fine del Cinquecento;
  • la processione dell'Addolorata ai Cassari, che parte dalla chiesa di Santa Maria la Nova;
  • la processione di Sant'Isidoro Agricola, storicamente legata ai panettieri;
  • le processioni dei quartieri esterni, come quella dell'Ecce Homo all'Uditore.

Percorsi e orari variano da una processione all'altra e possono cambiare di anno in anno. Il modo più semplice per viverle è scegliere un quartiere, arrivare nel pomeriggio e seguire il corteo a piedi, con rispetto per il clima raccolto della giornata.

Programmi da verificare ogni anno. Orari e itinerari delle processioni del Venerdì Santo vengono pubblicati a ridosso della Pasqua: consultate il portale turistico del Comune di Palermo, i canali dell'Arcidiocesi di Palermo e, per Piana degli Albanesi, il Comune e l'Eparchia.

La Pasqua bizantina di Piana degli Albanesi

A sud di Palermo, nell'entroterra, si trova Piana degli Albanesi, comunità arbëreshë fondata da profughi albanesi e ancora oggi legata al rito greco-bizantino. La sua Pasqua è tra le più particolari della Sicilia.

La domenica di Pasqua, dopo la solenne liturgia in rito bizantino in Cattedrale, centinaia di donne sfilano lungo il corso principale indossando gli abiti tradizionali arbëreshë, ricamati in oro, con veli e copricapi preziosi. La giornata si conclude in piazza con la benedizione e la distribuzione delle uova rosse, simbolo della rinascita e della Resurrezione, un'usanza condivisa con le comunità cristiane d'Oriente. È un'occasione rara per vedere da vicino una tradizione che in Italia sopravvive in pochi luoghi.

I dolci di Pasqua

La festa, in Sicilia, passa anche dalla tavola. Nei giorni di Pasqua nelle pasticcerie del palermitano si trovano:

  • l'agnello di pasta reale, modellato con pasta di mandorle e decorato a mano;
  • la cassata, con ricotta, pan di Spagna e frutta candita;
  • i pupi cu l'ova, biscotti di pasta frolla con un uovo sodo intero incastonato.

Il lunedì di Pasquetta, poi, la tradizione vuole una scampagnata all'aperto con amici e parenti. Per saperne di più sui dolci dell'isola c'è la guida ai dolci siciliani.

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