Vassoio di cannoli siciliani ripieni di ricotta, con granella di pistacchio e ciliegie candite
Cannoli siciliani — foto: Stefano Mortellaro · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

In Sicilia i dolci segnano il calendario. Ci sono quelli di tutti i giorni, come la granita al mattino, e quelli che arrivano con una festa precisa: la cassata a Pasqua, la frutta martorana per i Morti, la cuccìa a Santa Lucia. Soggiornando a Villagrazia di Carini, a circa 30 km da Palermo, avete la possibilità di assaggiarli dove sono nati e magari di portarne qualcuno in villa per la merenda di tutto il gruppo. Ecco i grandi classici, con qualche indicazione per riconoscerli.

Il cannolo: croccante fuori, ricotta dentro

Il cannolo siciliano, riconosciuto tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, è fatto di due parti. La scorza è una cialda fritta preparata con farina, zucchero, strutto e vino Marsala, arrotolata attorno a un cilindro: il nome richiama proprio le canne di fiume usate un tempo come stampo. Il ripieno è di ricotta di pecora lavorata con lo zucchero, spesso arricchita con gocce di cioccolato e canditi; le estremità si decorano con granella di pistacchio o frutta candita.

In origine era un dolce di Carnevale, oggi lo trovate tutto l'anno. Le sue origini sono discusse: molte ricostruzioni le collocano in epoca araba, nell'area di Caltanissetta.

Il segreto del cannolo buono. La scorza va riempita al momento, poco prima di mangiarla, altrimenti la ricotta la ammorbidisce. Se vedete che il cannolo viene farcito davanti a voi, siete sulla strada giusta.

La cassata, il dolce della Pasqua

La cassata siciliana è il dolce della festa per eccellenza. Sotto la glassa e le decorazioni di frutta candita ci sono pan di Spagna, ricotta zuccherata (tradizionalmente di pecora) con gocce di cioccolato e una fascia di pasta reale, la pasta di mandorle colorata di verde. È anch'essa un Prodotto Agroalimentare Tradizionale e ne esistono diverse versioni locali, da Palermo a Messina, da Catania a Siracusa.

Il legame con la Pasqua è talmente forte che un detto siciliano recita: "Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua", cioè "Misero chi non mangia la cassata la mattina di Pasqua". Nelle pasticcerie la trovate tutto l'anno, anche in formato monoporzione (le cassatine), e in una versione al forno più semplice, senza canditi. Se venite in primavera, leggete anche la nostra guida alla Settimana Santa e alla Pasqua nel palermitano.

La granita con la brioche

Con il caldo, anche il primo pasto della giornata in Sicilia cambia forma. La granita è un dolce semifreddo preparato con acqua, zucchero e un ingrediente che le dà il sapore: succo di frutta, caffè, mandorla. Si mangia con il cucchiaino, in un bicchiere, e la tradizione vuole che si accompagni con la brioche col tuppo, la brioscia morbida con la pallina in cima, da inzuppare.

I gusti considerati più tradizionali sono il limone, i gelsi neri e il gelsomino; molto diffusi anche caffè (spesso con panna), mandorla, pistacchio e cioccolato. La consistenza cambia da una zona all'altra dell'isola: più cremosa o più granulosa, secondo l'abitudine locale. La storia della granita è legata alla neve, che un tempo veniva raccolta sulle montagne siciliane e conservata per raffreddare le preparazioni.

Frutta martorana e dolci dei Morti

La frutta martorana è fatta di pasta di mandorle (farina di mandorle e zucchero), modellata e dipinta a mano fino a imitare perfettamente frutti, ortaggi e talvolta persino pesci. Il nome viene dalla chiesa della Martorana, Santa Maria dell'Ammiraglio, a Palermo, e dall'antico monastero benedettino vicino. Secondo la leggenda, le monache la inventarono per sostituire i frutti del giardino in occasione di una visita importante.

La tradizione la lega al 2 novembre, il giorno dei Morti, quando nel palermitano si preparano dolci e regali per i bambini. Nelle vetrine la vedrete comunque in diversi periodi dell'anno: vale la pena fermarsi anche solo per guardarla.

Altri dolci del calendario

  • Cuccìa: il dolce di Santa Lucia, il 13 dicembre, a base di grano. In quel giorno, a Palermo, la tradizione vuole che si evitino pane e pasta.
  • Pasta reale: la stessa pasta di mandorle della martorana, che riveste anche i fianchi della cassata.
  • Cannoli e cassatine in formato mignon: comodi da condividere quando si è in tanti e si vuole assaggiare un po' di tutto.

Se avete in programma una giornata in città, abbinate la sosta in pasticceria al giro tra i mercati descritto nella guida allo street food palermitano. E se viaggiate con bambini, trovate qualche idea in più nella guida alla vacanza in villa con gruppi e bambini.

Un vassoio di cannoli o una cassata sono fatti per essere condivisi, e una villa per gruppi è il posto giusto per farlo. A Villa Valentino Resort potete sistemarli in uno dei tre frigoriferi e servirli sulla terrazza di 150 mq o all'ombra del giardino, tra limoni, aranci, mandarini e cedri: una merenda a bordo piscina, dopo il mare, che mette d'accordo grandi e piccoli.

Una merenda siciliana a bordo piscina

Villa Valentino Resort accoglie fino a 12 ospiti con terrazza, giardino di agrumi e piscina: il posto giusto per condividere cannoli e cassata dopo una giornata al mare.