Chi soggiorna a Villagrazia di Carini spesso guarda subito verso Palermo o verso il mare, e si perde così il paese che ha proprio alle spalle. Carini merita invece almeno una mattinata: un castello che domina la piana fino al golfo, un centro storico raccolto, chiese e oratori decorati a stucco e, a Villagrazia, testimonianze paleocristiane che pochi conoscono. Vi raccontiamo cosa vedere e come organizzarvi.
Il Castello La Grua-Talamanca
Il simbolo del paese è il castello, a circa 5 km dalla villa, circa 12 minuti in auto. Le sue origini risalgono all'epoca normanna, tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, quando la fortezza venne eretta da Rodolfo Bonello, feudatario al servizio del conte Ruggero. Tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento la baronia passò ai La Grua, che unendosi ai Talamanca diedero il nome con cui il castello è conosciuto ancora oggi e lo tennero per secoli.
Nel Quattrocento la fortezza cominciò a trasformarsi in residenza signorile, e lo raccontano bene i portali con le iscrizioni latine Recedant vetera ed Et nova sint omnia: il vecchio si ritiri, tutto sia nuovo. All'interno cercate il cortile acciottolato, le sale a piano terra con le volte a crociera in pietra e il salone con il soffitto ligneo a cassettoni, decorato con motti latini e stemmi di famiglia.
Tra queste mura si consumò nel Cinquecento la vicenda di Laura Lanza, la Baronessa di Carini, uccisa dal padre per una questione d'onore insieme all'uomo ritenuto suo amante. Un fatto di cronaca diventato leggenda e canto popolare, che vi raccontiamo per esteso nell'articolo dedicato alla Baronessa di Carini. Per informazioni pratiche sulla visita trovate una scheda nella pagina Castello di Carini.
Il centro storico e gli oratori con gli stucchi
Il nucleo antico di Carini si stringe attorno al castello: stradine in salita, il vecchio borgo, la chiesa di San Giuliano, gli antichi magazzini baronali e il palazzo municipale, un tempo racchiusi da mura difensive. È un centro da girare a piedi, senza fretta, magari lasciando l'auto nella parte bassa del paese.
Su piazza Duomo si affacciano la Chiesa Madre, dedicata a Maria Santissima Assunta, e due gioielli che da soli valgono la salita:
- l'Oratorio del Santissimo Sacramento, un vero trionfo di stucchi bianchi attribuiti alla scuola di Giacomo Serpotta, il grande maestro palermitano dello stucco;
- la chiesa e l'Oratorio degli Agonizzanti, con decorazioni in stucco di scuola serpottiana e affreschi di Filippo Tancredi e Filippo Randazzo.
Gli oratori non sono sempre aperti con orario fisso: spesso si visitano in occasione di aperture straordinarie, giornate del FAI o visite guidate organizzate in paese. Vale la pena informarsi in anticipo.
Le catacombe paleocristiane di Villagrazia
Forse non ve lo aspettate, ma proprio nella frazione dove si trova la villa c'è una delle testimonianze paleocristiane più importanti della Sicilia: le catacombe di Villagrazia di Carini, un vasto cimitero sotterraneo che conferma la presenza di una comunità cristiana già nella tarda antichità. Gli scavi e le visite guidate sono curati da archeologi, che accompagnano i visitatori tra gallerie e ambienti funerari e raccontano la vita del territorio tra tardo antico e alto Medioevo.
Le catacombe si visitano su prenotazione o in aperture programmate, comunicate dal Comune di Carini e dagli archeologi che le gestiscono. Tenete presente che si tratta di ambienti sotterranei: la visita è sconsigliata a chi soffre di claustrofobia, mentre per i ragazzi curiosi è spesso l'esperienza più memorabile della vacanza.
Storia antica, natura e bambini
Il territorio di Carini è abitato da tempi remoti. Le fonti antiche ricordano Hyccara, centro che secondo Tucidide fu distrutto dagli Ateniesi nel V secolo a.C. Nella zona si trova anche la Riserva naturale Grotta dei Puntali, nota per i ritrovamenti paleontologici e preistorici: prima di andarci verificate se e come è accessibile.
Se viaggiate con bambini, a circa 4 km dalla villa, circa 10 minuti in auto, c'è il Bioparco di Sicilia, perfetto da abbinare a una mattina al castello. E se siete in zona a metà settembre, Carini festeggia il suo patrono, il Santissimo Crocifisso, con più giornate di celebrazioni che culminano nella processione del 14 settembre: date e programma vanno sempre verificati sui canali ufficiali del Comune.
Come organizzare la giornata
Un'idea semplice: partenza in mattinata dalla villa, castello a metà mattina, passeggiata nel centro storico e sosta in piazza Duomo. Nel pomeriggio, quando il sole è più forte, rientro per un bagno in piscina, e in serata un'eventuale visita guidata alle catacombe, se in calendario. Per altre idee sul territorio date un'occhiata alla pagina Dintorni.
Villa Valentino Resort, in Via Enrico Berlinguer a Villagrazia di Carini, è una base comoda per scoprire il paese senza stress: parcheggio privato interno per 10 auto, giardino di 3.000 mq con agrumi e ulivi e piscina con acqua trattata a sale per rinfrescarsi al ritorno. Scoprite la villa e, quando siete pronti, richiedete la disponibilità.
Il castello a pochi minuti, la piscina al ritorno
Da Villa Valentino Resort il Castello di Carini è a circa 12 minuti in auto: al rientro vi aspettano la piscina 10 x 5 m, il giardino di 3.000 mq e il parcheggio privato per tutto il gruppo.