Ulivi in primo piano sulle colline sopra Carini con la piana, il paese e il golfo sullo sfondo
Piana e golfo di Carini — foto: Rino Porrovecchio · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Villagrazia di Carini d'inverno o in primavera nota subito un profumo: quello degli agrumi. Aranci, limoni e mandarini fanno parte del paesaggio del palermitano da secoli, insieme agli ulivi che salgono sulle colline. Anche il giardino della villa ne è un piccolo ritratto, con cedro, mandarino, arancio, limone e ulivo. Vi raccontiamo da dove viene questa campagna e dove si può ancora vedere.

La Conca d'Oro: una pianura tra i monti e il mare

Si chiama Conca d'Oro la pianura su cui sorge Palermo, chiusa alle spalle da una corona di montagne e aperta verso il Tirreno, con il Monte Pellegrino isolato sul mare. Per secoli questa piana è stata quasi interamente coltivata ad agrumeto, tanto da diventare uno dei paesaggi agricoli più celebrati del Mediterraneo.

L'origine del nome è discussa. La spiegazione più diffusa lo collega al colore dorato dei frutti e della luce sulla pianura, ma alcuni studiosi hanno proposto anche una derivazione dall'arabo. In ogni caso il nome è rimasto, anche se il paesaggio nel frattempo è cambiato profondamente.

Gli Arabi, l'acqua e i primi agrumi

La storia degli agrumi in Sicilia è legata al periodo della dominazione araba. Furono i musulmani a introdurre sull'isola l'arancio amaro e il limone, insieme a tecniche di irrigazione capaci di portare l'acqua ai giardini: nel sottosuolo di Palermo si conservano ancora i qanat, cunicoli scavati per raccogliere e condurre l'acqua.

L'arancio dolce, quello che oggi consideriamo il frutto siciliano per eccellenza, arrivò molto più tardi, tra il Quattrocento e il Cinquecento, grazie ai commerci con portoghesi e genovesi. Ne resta traccia nel dialetto: in molte zone della Sicilia l'arancia si chiama ancora con parole che richiamano il Portogallo.

Curiosità: nel mondo agricolo siciliano l'agrumeto viene chiamato spesso semplicemente giardino. Quando un siciliano vi parla del suo "giardino", potrebbe intendere proprio un appezzamento di aranci o limoni.

Il mandarino tardivo di Ciaculli

Nel Novecento la crescita urbana, ricordata con il nome di "sacco di Palermo", ha trasformato gran parte della Conca d'Oro in città. Alcuni lembi di agrumeto però resistono, e il più noto è quello di Ciaculli, nella parte orientale del territorio di Palermo, insieme alla vicina zona di Croceverde-Giardina.

Qui si coltiva il mandarino tardivo di Ciaculli, una varietà locale che matura più tardi rispetto agli altri mandarini, verso la fine dell'inverno. Ha la buccia sottile, un profumo intenso e molti zuccheri; è riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale ed è tutelato da un Presidio Slow Food. I produttori, in gran parte piccoli coltivatori, sono riuniti in un consorzio.

Gli ulivi e l'olio del palermitano

Se gli agrumi occupano la pianura, gli ulivi accompagnano le colline e le campagne dell'entroterra. Tutta la provincia di Palermo rientra nella zona di produzione dell'olio extravergine DOP Val di Mazara, che comprende anche numerosi comuni della provincia di Agrigento. Le varietà principali previste sono Biancolilla, Nocellara del Belice e Cerasuola, e la raccolta delle olive si svolge in autunno e all'inizio dell'inverno.

Salendo sulle alture sopra Carini lo si vede bene: ulivi in primo piano, la piana punteggiata di case e serre, e sullo sfondo il golfo. È un panorama che racconta in un solo colpo d'occhio come agricoltura e paesi si siano intrecciati in questa parte di Sicilia.

Quando godersi agrumi e ulivi

  • Inverno: è la stagione degli agrumi, quando nei mercati di Palermo arance e mandarini sono protagonisti.
  • Primavera: fioriscono gli agrumi e l'aria si riempie del profumo della zagara, il fiore d'arancio e di limone.
  • Autunno: è il tempo della raccolta delle olive e dell'olio nuovo.
Da verificare: sagre, mercatini dei produttori e giornate di visita ai frantoi o agli agrumeti cambiano ogni anno. Consultate i canali ufficiali dei Comuni e degli enti organizzatori prima di mettervi in viaggio.

Non serve andare lontano per sentirsi dentro questo paesaggio. Il giardino di 3.000 mq di Villa Valentino Resort ospita piante di cedro, mandarino, arancio, limone e ulivo, e la terrazza di 150 mq è il posto giusto per godersi il profumo della campagna la sera. Se vi incuriosisce la storia del territorio, leggete anche il nostro racconto sulla Baronessa di Carini e i consigli su primavera e autunno nella Sicilia occidentale. Per le date, scriveteci dalla pagina richiedi disponibilità.

Aranci, limoni e ulivi in giardino

A Villa Valentino Resort il giardino di 3.000 mq ha piante di cedro, mandarino, arancio, limone e ulivo, con terrazza di 150 mq, patio e barbecue per le serate del vostro gruppo.